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Attualità - Internet
Un gruppo hacker sta cercando di contrastare il regime di Lukashenko in Bielorussia
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<blockquote data-quote="Tommaso Meo" data-source="post: 368"><p><img src="https://images.wired.it/wp-content/uploads/2021/08/30121342/GettyImages-1125050347.jpg" alt="Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p><p>Foto: Mikhail Svetlov/Getty Images</p><p></p><p>Le <strong>proteste</strong> scoppiate lo scorso anno in <strong>Bielorussia n</strong>on ancora hanno avuto l’esito sperato di rovesciare il <strong>governo autoritario del presidente Alexander Lukashenko</strong>, in carica dalla creazione del ruolo nel 1994, e complice anche la <strong>violenta repressione dello Stato</strong> si sono raffreddate, ma non si sono sopite. Le strade di Minsk non sono più stracolme di manifestanti come nell’autunno del 2020, ma a combattere per la libertà della popolazione bielorussa ci sono ora dei “<strong>cyber-partigiani”</strong>.</p><p></p><p><strong>Belarus Cyber Partisans</strong> è il nome che si è dato un gruppo d<strong>i 15 esperti di tecnologie dell’informazione</strong> (It) e cybersecurity che lavorano nel fiorente settore tecnologico del Paese e che da qualche mese sta sfruttando le proprie competenze per infiltrarsi nei siti governativi, prelevare informazioni e <strong>sabotare le operazioni di sorveglianza</strong> delle forze di sicurezza. <em>“Quello che vogliamo è <strong>fermare la violenza e la repressione</strong> del regime terroristico in Bielorussia e riportare il paese ai principi democratici e allo stato di diritto”</em>, ha detto alla<a href="https://www.technologyreview.com/2021/08/26/1033205/belarus-cyber-partisans-lukashenko-hack-opposition/" target="_blank"> <em>Mit Technology Review</em></a> un portavoce del gruppo, che ha richiesto l’anonimo per ragioni di sicurezza.</p><p></p><p><a href="https://www.wired.it/internet/web/2021/02/15/wiredleaks-come-fare-segnalazioni-anonime/" target="_blank"><img src="https://images.wired.it/wp-content/uploads/2021/02/10162754/Wired_leaks_600x100.jpg" alt="WiredLeaks banner" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></a></p><p></p><h3>Le prime operazioni</h3><p></p><p>Il gruppo ha iniziato ad agire contro alcuni siti web del governo come <strong>atto di protesta</strong> lo scorso settembre, a seguito delle contestate elezioni nel Paese che hanno confermato Lukashenko alla presidenza. Il presidente è stato accusato di brogli. In risposta, per esempio, i <strong>Belarus Cyber Partisans</strong> si sono introdotti nei <strong>siti di notizie controllati dal governo</strong> e hanno inserito dei video che mostravano scene di atti di violenza perpetrati da agenti di polizia.</p><p></p><p>La svolta nella <strong>guerriglia informatica</strong> è arrivata grazie all’appoggio di un altro gruppo di resistenza civile, chiamato <strong>Bypol</strong>, che <strong>riunisce ex agenti di polizia</strong> che hanno abbandonato il proprio lavoro dopo che sono iniziate le manifestazioni di protesta e ora si occupano di contro-informazione. Bypol ha istruito gli <strong>attivisti su come infiltrarsi nelle organizzazioni governative</strong> e sulla struttura dei database pubblici, in cambio di informazioni sugli abusi del regime.</p><p></p><p>Gli <a href="https://www.wired.it/internet/regole/2018/12/15/hacker-white-hat-black-grey-hacktivist/" target="_blank"><em>hacktivist</em></a> di Cyber Partisans pubblicano le informazioni che ottengono su<strong> <a href="https://t.me/cpartisans/44" target="_blank">un canale Telegram</a></strong>, dove hanno <strong>77mila iscritti</strong>. Finora hanno rivelato prove di <strong>crimini da parte della polizia</strong>, informazioni che dimostrano che il regime ha <strong>coperto il vero tasso di mortalità per Covid-19</strong> e registrazioni di ordini di reprimere le proteste pacifiche in modo violento. Gli attivisti affermano anche di essere riusciti a violare dozzine di database del governo e della polizia.</p><p></p><h3>Le ultime scoperte</h3><p></p><p>Le loro operazioni più recenti hanno permesso agli attivisti di accedere <strong>ai filmati dei droni</strong> che hanno registrato le<strong> repressioni del governo</strong> ai danni dei manifestanti in piazza lo scorso anno e al <strong>database dei telefoni cellulari spiati</strong> del ministero degli Interni. Hanno anche avuto accesso alle registrazioni audio dei servizi di emergenza, nonché a video di telecamere di sorveglianza stradali e di celle di isolamento.</p><p></p><p>I dati rilasciati dal gruppo nelle ultime settimane includono elenchi di presunti informatori della polizia, informazioni personali su alti funzionari e spie che collaborano con il regime di Lukashenko, filmati di<strong> centri di detenzione</strong> e registrazioni catturate dal sistema di intercettazione del governo.</p><p></p><p><img src="https://images.wired.it/wp-content/uploads/2021/08/30140410/2021-08-30-12.03.27.jpg" alt="Immagini di un centro di detenzione" class="fr-fic fr-dii fr-draggable " style="" /></p><p>Immagini delle telecamere di sorveglianza di un centro di detenzione bielorusso. Foto: dal canale Telegram dei Belarus Cyber partisans</p><p></p><p>I Cyber Partisan dicono che la loro intenzione è di minare il regime a tutti i livelli: <em>“<strong>Paralizzare il più possibile</strong> le forze di sicurezza del regime, per sabotare i punti deboli del regime nelle infrastrutture e fornire protezione ai manifestanti”</em>.</p><p></p><p>Le operazioni hanno anche un secondo fine, quello di <strong>mostrare la debolezza del sistema</strong>, rassicurando gli oppositori di Lukashenko che il governo non è invincibile. Con l’obiettivo, come <a href="https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-24/belarus-hackers-seek-to-overthrow-local-government" target="_blank"><em>Bloomberg</em> riporta</a>, di arrivare al rovesciamento del governo.</p><p></p><h3>Tecnologia a Minsk</h3><p></p><p>Il settore tecnologico bielorusso, che in un distretto di<strong> Minsk</strong> conta decine di<strong> compagnie e di startup</strong>, è stato dall’inizio tra quelli più impegnati nelle proteste antigovernative. A causa della repressione molti tra i lavoratori sono stati costretti a emigrare o sono finiti in carcere. Le Nazioni Unite stimano che l’anno scorso in Bielorussia <a href="https://news.un.org/en/story/2020/12/1079282" target="_blank">almeno 27mila persone</a> siano state arrestate in risposta alle proteste.</p><p></p><p>Al momento una coalizione internazionale di organizzazioni per i diritti umani <strong>sta indagando e documentando le torture</strong> e le altre violazioni dei diritti umani commesse dall’inizio delle proteste per incriminare il regime di Lukashenko. Le prove audio e video estrapolate dai Cyber Partisans potrebbero aver un peso rilevante.</p><p></p><h3>I precedenti</h3><p></p><p>Quello della Bielorussia è l’ultimo caso dell’<strong>impegno degli <em>hacktivist</em> </strong>in battaglie politiche. Durante la primavera araba del 2011 il collettivo Anonymous hanno mandato offline alcuni siti governativi di<strong> Tunisia ed Egitto</strong>. Nel 2016 in <strong>Ucraina</strong> un gruppo che si presenta come la Cyber Alliance si è formato per contrastare l’aggressione russa nel Paese.</p><p></p><p>The post <a href="https://www.wired.it/internet/web/2021/08/30/bielorussia-hacker-governo-lukashenko/" target="_blank">Un gruppo hacker sta cercando di contrastare il regime di Lukashenko in Bielorussia</a> appeared first on <a href="https://www.wired.it" target="_blank">Wired</a>.</p><p></p><p><a href="https://www.wired.it/internet/web/2021/08/30/bielorussia-hacker-governo-lukashenko/" target="_blank">Link originale...</a></p></blockquote><p></p>
[QUOTE="Tommaso Meo, post: 368"] [IMG alt="Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko"]https://images.wired.it/wp-content/uploads/2021/08/30121342/GettyImages-1125050347.jpg[/IMG] Foto: Mikhail Svetlov/Getty Images Le [B]proteste[/B] scoppiate lo scorso anno in [B]Bielorussia n[/B]on ancora hanno avuto l’esito sperato di rovesciare il [B]governo autoritario del presidente Alexander Lukashenko[/B], in carica dalla creazione del ruolo nel 1994, e complice anche la [B]violenta repressione dello Stato[/B] si sono raffreddate, ma non si sono sopite. Le strade di Minsk non sono più stracolme di manifestanti come nell’autunno del 2020, ma a combattere per la libertà della popolazione bielorussa ci sono ora dei “[B]cyber-partigiani”[/B]. [B]Belarus Cyber Partisans[/B] è il nome che si è dato un gruppo d[B]i 15 esperti di tecnologie dell’informazione[/B] (It) e cybersecurity che lavorano nel fiorente settore tecnologico del Paese e che da qualche mese sta sfruttando le proprie competenze per infiltrarsi nei siti governativi, prelevare informazioni e [B]sabotare le operazioni di sorveglianza[/B] delle forze di sicurezza. [I]“Quello che vogliamo è [B]fermare la violenza e la repressione[/B] del regime terroristico in Bielorussia e riportare il paese ai principi democratici e allo stato di diritto”[/I], ha detto alla[URL='https://www.technologyreview.com/2021/08/26/1033205/belarus-cyber-partisans-lukashenko-hack-opposition/'] [I]Mit Technology Review[/I][/URL] un portavoce del gruppo, che ha richiesto l’anonimo per ragioni di sicurezza. [URL='https://www.wired.it/internet/web/2021/02/15/wiredleaks-come-fare-segnalazioni-anonime/'][IMG alt="WiredLeaks banner"]https://images.wired.it/wp-content/uploads/2021/02/10162754/Wired_leaks_600x100.jpg[/IMG][/URL] [HEADING=2]Le prime operazioni[/HEADING] Il gruppo ha iniziato ad agire contro alcuni siti web del governo come [B]atto di protesta[/B] lo scorso settembre, a seguito delle contestate elezioni nel Paese che hanno confermato Lukashenko alla presidenza. Il presidente è stato accusato di brogli. In risposta, per esempio, i [B]Belarus Cyber Partisans[/B] si sono introdotti nei [B]siti di notizie controllati dal governo[/B] e hanno inserito dei video che mostravano scene di atti di violenza perpetrati da agenti di polizia. La svolta nella [B]guerriglia informatica[/B] è arrivata grazie all’appoggio di un altro gruppo di resistenza civile, chiamato [B]Bypol[/B], che [B]riunisce ex agenti di polizia[/B] che hanno abbandonato il proprio lavoro dopo che sono iniziate le manifestazioni di protesta e ora si occupano di contro-informazione. Bypol ha istruito gli [B]attivisti su come infiltrarsi nelle organizzazioni governative[/B] e sulla struttura dei database pubblici, in cambio di informazioni sugli abusi del regime. Gli [URL='https://www.wired.it/internet/regole/2018/12/15/hacker-white-hat-black-grey-hacktivist/'][I]hacktivist[/I][/URL] di Cyber Partisans pubblicano le informazioni che ottengono su[B] [URL='https://t.me/cpartisans/44']un canale Telegram[/URL][/B], dove hanno [B]77mila iscritti[/B]. Finora hanno rivelato prove di [B]crimini da parte della polizia[/B], informazioni che dimostrano che il regime ha [B]coperto il vero tasso di mortalità per Covid-19[/B] e registrazioni di ordini di reprimere le proteste pacifiche in modo violento. Gli attivisti affermano anche di essere riusciti a violare dozzine di database del governo e della polizia. [HEADING=2]Le ultime scoperte[/HEADING] Le loro operazioni più recenti hanno permesso agli attivisti di accedere [B]ai filmati dei droni[/B] che hanno registrato le[B] repressioni del governo[/B] ai danni dei manifestanti in piazza lo scorso anno e al [B]database dei telefoni cellulari spiati[/B] del ministero degli Interni. Hanno anche avuto accesso alle registrazioni audio dei servizi di emergenza, nonché a video di telecamere di sorveglianza stradali e di celle di isolamento. I dati rilasciati dal gruppo nelle ultime settimane includono elenchi di presunti informatori della polizia, informazioni personali su alti funzionari e spie che collaborano con il regime di Lukashenko, filmati di[B] centri di detenzione[/B] e registrazioni catturate dal sistema di intercettazione del governo. [IMG alt="Immagini di un centro di detenzione"]https://images.wired.it/wp-content/uploads/2021/08/30140410/2021-08-30-12.03.27.jpg[/IMG] Immagini delle telecamere di sorveglianza di un centro di detenzione bielorusso. Foto: dal canale Telegram dei Belarus Cyber partisans I Cyber Partisan dicono che la loro intenzione è di minare il regime a tutti i livelli: [I]“[B]Paralizzare il più possibile[/B] le forze di sicurezza del regime, per sabotare i punti deboli del regime nelle infrastrutture e fornire protezione ai manifestanti”[/I]. Le operazioni hanno anche un secondo fine, quello di [B]mostrare la debolezza del sistema[/B], rassicurando gli oppositori di Lukashenko che il governo non è invincibile. Con l’obiettivo, come [URL='https://www.bloomberg.com/news/articles/2021-08-24/belarus-hackers-seek-to-overthrow-local-government'][I]Bloomberg[/I] riporta[/URL], di arrivare al rovesciamento del governo. [HEADING=2]Tecnologia a Minsk[/HEADING] Il settore tecnologico bielorusso, che in un distretto di[B] Minsk[/B] conta decine di[B] compagnie e di startup[/B], è stato dall’inizio tra quelli più impegnati nelle proteste antigovernative. A causa della repressione molti tra i lavoratori sono stati costretti a emigrare o sono finiti in carcere. Le Nazioni Unite stimano che l’anno scorso in Bielorussia [URL='https://news.un.org/en/story/2020/12/1079282']almeno 27mila persone[/URL] siano state arrestate in risposta alle proteste. Al momento una coalizione internazionale di organizzazioni per i diritti umani [B]sta indagando e documentando le torture[/B] e le altre violazioni dei diritti umani commesse dall’inizio delle proteste per incriminare il regime di Lukashenko. Le prove audio e video estrapolate dai Cyber Partisans potrebbero aver un peso rilevante. [HEADING=2]I precedenti[/HEADING] Quello della Bielorussia è l’ultimo caso dell’[B]impegno degli [I]hacktivist[/I] [/B]in battaglie politiche. Durante la primavera araba del 2011 il collettivo Anonymous hanno mandato offline alcuni siti governativi di[B] Tunisia ed Egitto[/B]. Nel 2016 in [B]Ucraina[/B] un gruppo che si presenta come la Cyber Alliance si è formato per contrastare l’aggressione russa nel Paese. The post [URL='https://www.wired.it/internet/web/2021/08/30/bielorussia-hacker-governo-lukashenko/']Un gruppo hacker sta cercando di contrastare il regime di Lukashenko in Bielorussia[/URL] appeared first on [URL='https://www.wired.it']Wired[/URL]. [url="https://www.wired.it/internet/web/2021/08/30/bielorussia-hacker-governo-lukashenko/"]Link originale...[/url] [/QUOTE]
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